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King Krule – The OOZ

2017 TRUE PANTHERXL •  (XL)

Genre Pop/Rock

Archy Marshall all’età di 23 anni ha già prodotto una quantità considerevole di musica, nascosto dietro lo scudo protettivo di diversi moniker. Voce profonda,  grande talento e, a giudicare dai suoi dischi, nel pieno di una bella esplorazione creativa che, anche se non ancora del tutto a fuoco, promette grandi cose.
King Krule è il suo pseudonimo più importante, progetto che ha permesso al giovane londinese di calcare i palchi più blasonati e di ricevere un’esposizione planetaria.
Con The OOZ, Krule continua il suo viaggio senza schemi e senza generi ma, diciamolo,  stavolta non centra del tutto l’obiettivo. Diciannove brani per un’ora abbondante di musica che per una buona metà poteva tranquillamente essere riposta nel cassetto. I picchi del disco sono di altissimo livello, come l’opening Biscuit Town dove Krule rappa trip-hop ed è irresistibile, o Dum Surfer dove la sua voce si innalza cantando di cervelli al purè di patate e altre immagini oscure dal tono blues e dal sax post-punk di Ignacio Salvadores.
Czech one è il vero lato oscuro del disco, Krule coadiuvato da Maya Coline sputa rime  raccontando di misteriosi amori finiti su un profondo tappeto sonoro.
Basterebbero queste tre canzoni per catapultare The ooz tra i migliori dischi dell’anno, solo che da uno come lui ci si aspetta un po’ di più. Probabilmente la giovane età non gli ha ancora permesso di sviluppare il giusto olezzo da bar, superalcolico invecchiato e fumo. Caratteristiche che questo genere di musica dovrebbe possedere per colpire veramente il cuore.

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